La mediazione civile e la negoziazione assistita per la soluzione non conflittuale delle vertenze successorie
Promuovere la mediazione e la negoziazione assistita per armonizzare le contese.Le situazioni di incertezza che possono venire a crearsi a seguito dell’apertura di una successione, soprattutto laddove come spesso accade sia mancata una previa pianificazione della devoluzione ereditaria, possono trovare sollievo o, meglio ancora, rimedio, attraverso le procedure di mediazione civile e negoziazione assistita da avvocati.
Autore: Avvocato Cesare Fossati
Le situazioni di incertezza che possono venire a crearsi a seguito dell’apertura di una successione, soprattutto laddove come spesso accade sia mancata una previa pianificazione della devoluzione ereditaria, possono trovare sollievo o, meglio ancora, rimedio, attraverso le procedure di mediazione civile e negoziazione assistita da avvocati.
Autore: Avvocato Cesare Fossati
Entrambi gli strumenti si caratterizzano per un ambiente riservato e rispettoso, nel quale le parti, accompagnate dai difensori, restano protagoniste della trattazione, nell’ottica di una soluzione bonaria stragiudiziale.
Lo scopo prioritario della conservazione di una situazione di benessere personale, nonché quello di mantenere una relazione soddisfacente per le parti, rientra fra gli obiettivi sensibili e rilevanti che militano a favore di una scelta di questo tipo.
Parlare di successioni significa affrontare un’esperienza emotiva e trasformativa che tocca tutti nella vita.
Essere in grado di farlo rifuggendo dalla conflittualità, costituisce una grande conquista di civiltà ed una risorsa atta a preservare la serenità delle persone e delle relazioni.
Il campo delle liti successorie è complesso e vede spesso la compresenza di elementi emotivi, relazionali e giuridici che si intersecano fra loro, formando un intreccio di difficile soluzione.
Le vertenze in questo campo hanno, in molti casi, un’origine ben più profonda delle pretese fondate su mere questioni di diritto, dal momento che l’aspetto personale del conflitto gioca un ruolo preponderante.
In questo contesto diventa importante integrare i fattori relazionali e umani con gli elementi tecnico giuridici, così che partendo da una controversia, in apparenza solo legale, sia possibile pervenire alla soluzione del ben più ampio conflitto sottostante.
Gli avvocati chiamati ad intervenire in una controversia successoria, se opportunamente formati, possono dare il giusto rilievo al lato emotivo-relazionale della vicenda, di modo che questo aspetto sia tenuto in considerazione al pari degli aspetti prettamente legali.
Nell’ambito del contenzioso in tribunale solo gli elementi del diritto entrano a far parte del materiale oggetto di valutazione.
Con la mediazione e la negoziazione gli avvocati possono estendere l’oggetto di dette controversie sino ad integrare elementi ulteriori rispetto al diritto.
Quante volte le parti portano con sé un forte carico emotivo, le proprie convinzioni inveterate, episodi del passato che influiscono sul loro attuale modo di vedere le cose, elementi che non permettono di guardare alla controversia con la lucidità che converrebbe avere.
Questo in genere provoca in loro la tendenza a radicarsi nel passato, a selezionare in modo istintivo solo quei ricordi che creano una base sempre più solida alle loro convinzioni e determina un posizionamento rivolto all’indietro.
Al legale, talvolta con l’aiuto prezioso di un facilitatore della comunicazione, spetta il compito di traghettare il cliente da uno sguardo rivolto al passato ad una diversa ottica di risoluzione verso il futuro.
Ecco alcuni elementi e presupposti, seppure non esplicitati dalla legge, risultano tuttavia importanti per promuovere convintamente e con successo una mediazione, ovvero una negoziazione assistita.
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Il lavoro di squadra
Gli avvocati coinvolti nelle procedure di mediazione civile o di negoziazione assistita, soprattutto se adeguatamente formati e specializzati, sono sostenitori e fautori della superiorità di un approccio stragiudiziale guidato da professionisti. Essi lavorano nella comune direzione, sono coesi e hanno l’obiettivo di sventare gli attacchi alla cornice del lavoro di mediazione o negoziale.
Avere un quadro completo della situazione consente di intervenire meglio
Nella prospettiva giudiziaria l’avvocato è costretto a tenere conto dei soli elementi forniti dal cliente.
Solo nel contraddittorio del giudizio, spesso tardi, la difesa è costretta a fare i conti con una verità giudiziaria unilaterale, quella prospettata da chi vede la vertenza solo dal proprio punto di vista.
Esplicitare le posizioni per trasferire l’attenzione sugli interessi e i sentimenti
Un lavoro preparatorio decisamente utile, che non va considerato affatto una perdita di tempo, è quello che parte dalla esplicitazione delle posizioni, delle pretese delle parti, per passare gradualmente alla emersione degli interessi, delle motivazioni, dei sentimenti implicati nella vertenza.
Buona fede e correttezza
Deve ispirare il procedimento, ma in primo luogo l’approccio dei difensori e delle parti.
Al difensore spetta il compito di spiegare diffusamente al cliente cosa si intende e cosa comporta un atteggiamento improntato a buona fede e correttezza nel corso delle trattative.
La riservatezza
Caratterizza tutta la procedura, in quanto si lavora all’interno di trattative riservate. Tutte le informazioni acquisite sono scambiate confidenzialmente, gli eventuali documenti sono scambiati fra gli avvocati, tendenzialmente da loro conservati e non potranno essere utilizzati in un successivo eventuale contenzioso.
Gli avvocati si fanno garanti della riservatezza.
Il mandato al difensore è finalizzato alla sola soluzione bonaria
Trattasi di caratteristica specifica della pratica collaborativa che la rende garanzia di buona fede nel lavoro degli avvocati. Può essere applicata anche in ambito di mediazione civile e di negoziazione assistita se le parti ne fanno esplicita richiesta o se i difensori sono sostenitori di questo speciale approccio.
Lavoro di squadra basato sull’ascolto
Si tratta di cambiare modo di intendere l’ascolto. In genere si ascolta per replicare, senza prestare la dovuta attenzione a ciò che sente e prova il nostro interlocutore.
Una persona quando si sente ascoltata cambia profondamente, attua delle trasformazioni inattese, si allargano le soluzioni.
Per maggiori informazioni, si invita a contattare l’Associazione →